MILANO CHILOMETRO ZERO

Milano, periferia est. Al curioso che decida di abbandonare la trafficata arteria che conduce all’aeroporto e sappia trovare il giusto viottolo, si presenterà uno spettacolo inaspettato.
Qui sorge e resiste l’antico borgo Cavriano: un paio di cascine a corte, ricche di storia, incuneate fra un gasometro e la ferrovia. Uno dei tanti insediamenti rurali che costellano la fascia suburbana milanese. Dai campi coltivati, la vista spazia in un attimo al profilo dei grattacieli di Milano, di notte si vede brillare la Madonnina: vicina da non credere.
Il presente di tale luogo, in bilico fra difficile conservazione ed abbandono, uso residuale e mancata valorizzazione, è comune alla maggior parte delle cascine alle porte della città.
Si potrebbe pensare che il destino di questi nuclei sia ormai segnato, assediati come sono dall’urbanizzazione e dal degrado, ma non è sempre così.
Certo, molte cascine sono costrette a una difficile convivenza con la metropoli, minacciate dallo spopolamento e dall’incuria, consegnate alla rovina o, forse ancora peggio, a una selvaggia “riqualificazione”.
Eppure altrove, le cascine milanesi sono pulsanti di vita: sia dove la terra viene ancora caparbiamente coltivata dai suoi abitanti, sia dove la città ha saputo riappropriarsi pacificamente della campagna.
Con questo percorso fotografico, a cavallo fra il 2012 e il 2015, ho provato a documentare la vita di questi luoghi, che rappresentano un tesoro immenso a portata di mano: un patrimonio architettonico, culturale, ambientale, storico.
Quel che è andato perso è ormai più di quel che c’è da salvare?

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