Ora, guarire la mente.
Troppo silenzio,o surrogare silenzio
con altro fragore di vie o di fole o di niente.
Che ora torni all’amato
all’ego, al libro, che riverghi
verbi e stralci dal vitreo guanciale
il risognato, ritorno: la notte e il giorno.
Che ora sia ora
adesso di plausibili sperequazioni e ticchettando
si muti il letto che vado sempre scendendo
l’anticiclonico corso
risale all’antico nido
crepuscolando
sghembo.
Come mente
tempo
guarire
